La Claustrofobia

La claustrofobia è la paura intensa e irrazionale dei luoghi chiusi. Se siete arrivati qui di sicuro avrete già scorso su altri siti, diversi elenchi di luoghi deputati a suscitare terrore in chi soffre di claustrofobia: ascensore, aerei, luoghi affollati, apparecchi per risonanza magnetica o tac. Ciò che produce profondo disagio non è l’assenza di spazio di per sé, ma la ridotta possibilità di muoversi.

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La dipendenza affettiva

“Dei buoni amici dissero a mia madre che io ero triste, che mi avevano visto pensieroso. Mia madre mi strinse a lei con un sospiro: “tu sei così gioioso, sei sempre così canterino! Possibile che tu ti lamenti di qualcosa?”. Aveva ragione lei (…) mia madre continuava a dirmi che io ero il più felice dei ragazzini. Come potevo io non crederle dato che questo era vero?” (J.P.Sartre)

Lo stress lavorativo

Nel linguaggio comune il termine stress indica uno stato di forte tensione emotiva e stanchezza, provato nello svolgere attività associate ai ruoli familiari, sociali e/o lavorativi. In breve, l’organismo risponde in maniera inappropriata a stimoli ritenuti stressanti -stressor – che, in altri periodi o individui, possono essere fronteggiati grazie alla capacità soggettiva di elaborazione e di adattamento alla situazione.