Formazione Psicologica per Strutture Esterne

Formazione per Enti, Organizzazioni, Aziende e Strutture Sociosanitarie

L’Associazione Laboratorio Sociale di Psicologia Clinica, svolge attività attività di formazione presso enti, organizzazioni, aziende e strutture sociosanitarie.

La formazione proposta è principalmente basata sull’esperienza gruppale, sulla possibilità di sperimentare vissuti e relazioni per un apprendimento partecipato e profondo, che va oltre il classico insegnamento direttivo e seminariale.

Il modello proposto passa attraverso il piccolo gruppo e si inserisce nella tradizione dei trainig-groups, ampliata dalla possibilità di sperimentare nel piccolo gruppo esperienze relazionali ed emotive profonde che hanno una ricaduta positiva, oltre che nel benessere degli individui del gruppo di lavoro, anche nell’organizzazione lavorativa e nello sviluppo delle potenzialità creative del gruppo di lavoro.

Il modello, dunque, integra la formazione tradizionale con le potenzialità trasformative del piccolo gruppo.

L’Associazione, attraverso i centri clinici, ha attivato esperienze di formazione principalmente in due settori distinti:

  • Cooperative sociali, enti ed organizzazioni del non-profit o sanitarie impegnate in lavori a contatto con il disagio sociale ed emotivo: Gruppi in istituzione.
  • Aziende multinazionali che operano in settori di produzione che richiedono training formativi di tipo psicologico (gestione dello stress, dinamiche relazionali, etc.).

Gruppi per Operatori a Contatto con il Disagio Emotivo

Questa terapia di gruppo è rivolta specificamente a operatori che lavorano nel sociale in situazioni di contatto con il disagio emotivo.

Infatti coloro che lavorano in costante contatto con persone che, a vario titolo, soffrono di disagi psichici o emotivi, sono a loro volta esposti a un intenso carico di stress psico-emotivo.

La psicoterapia di gruppo permette un’esperienza analitica ed esistenziale profonda che è in grado di mobilitare rigidità sintomatiche e caratteriali anche molto antiche. Inoltre, nel gruppo, gli operatori giovano di un’esperienza di condivisione conoscitiva ed emozionale intensa.

Il gruppo è un luogo privilegiato in cui poter elaborare i “resti” psichici e le emozioni negative che non trovano spazio nella operatività lavorativa e quotidiana, cioè un luogo in cui l’istituzione (il gruppo di operatori che già esiste) “pensa” ed elabora i residui psichici indigeribili del proprio lavoro.

La possibilità di condividere esperienze e vissuti nonché di lavorare su aspetti del proprio carattere o su sintomi di disagio occorsi in conseguenza dell’attività lavorativa, permette di acquisire nuovi strumenti personali con i quali fronteggiare i vissuti emotivi e dunque affrontare con meno ansie e più risorse la propria attività.

E’ quindi principalmente un gruppo esperienziale-terapeutico, ma che può ritenersi anche formativo in quanto l’acquisizione di nuovi strumenti personali in grado di gestire i vissuti emotivi è la via principale di operatività anche nella relazione professionale.

formazione psicologicaInoltre, la partecipazione diretta al gruppo permette di sperimentare quelle dinamiche gruppali che l’operatore ritrova nei contesti istituzionali in cui opera, favorendo una capacità visuale nuova all’interno di questi contesti. Così il gruppo secondo questo modello integra e pone su uno stesso piano l’esperienza terapeutica-trasformativa, l’aspetto formativo e di supervisione.

L’Associazione Laboratorio Sociale di Psicologia Clinica cura, in diverse istituzioni e associazioni, gruppi esperenziali-formativi e gruppi di supervisione secondo il modello bioniano.

I gruppi sono condotti da uno psicologo esperto in dinamiche di gruppo e prevedono generalmente una frequenza settimanale o quindicinale continuativa.

Psicoanalisi nelle Istituzioni

Esiste un largo impiego del gruppo condotto da psicologi come strumento di intervento all’interno  delle istituzioni, in particolare quelle deputate alla salute degli individui.

Possiamo descrivere alcuni gruppi che operano principalmente nelle istituzioni Italiane da anni e il cui utilizzo si va diffondendo sempre più:

  • gruppi terapeutici nelle organizzazioni sanitarie,
  • gruppi di formazione per gli operatori a contatto con il disagio psichico e sociale,
  • gruppi di supervisione per il personale sanitario ed educativo,
  • gruppi di adolescenti nelle scuole, di insegnanti
  • ecc..

Il gruppo può operare a vantaggio degli operatori, degli utenti ma anche e soprattutto dell’istituzione stessa. Cioè i gruppi che si svolgono nelle istituzioni, oltre a raggiungere gli obiettivi per cui sono stati creati, rappresentano momenti in cui è possibile per l’istituzione pensare che cosa accade al suo interno.

E’ forse difficile capire questo, perché si tratta di considerare l’istituzione come una mente pensante, un organismo autonomo sopra gli individui.

Possiamo infatti intendere l’istituzione sia come un’organizzazione con ruoli e regole, che sono espliciti e dichiarati, sia come una “comunità” formata dalle relazioni dei suoi membri e da strutture di senso anche implicite (inconsce).

Inoltre questo sistema, non è mai chiuso, ma ha dei confini e dialoga con altre istituzioni e organizzazioni all’esterno, dialogo che avviene nei due livelli descritti.

Possiamo quindi considerare l’istituzione come un sistema organizzato di regole e appartenenze, ma anche come un sistema di relazioni tra i suoi membri.

Il sistema simbolico e relazionale ed il sistema sociale e organizzativo appaiono connessi in un rapporto complesso. Non sono due livelli separati ma in qualche modo compenetrati e che si influenzano in maniera reciproca.

E’ una caratteristica del senso comune italiano che le istituzioni siano “difficili da sopportare”, tanto che una delle caratteristiche dell’istituzione potrebbe essere questa: che gli individui ci stanno dentro, ma non ci vogliono stare, si lamentano.

Pensare l’istituzione in termini di burocrazia, staticità, negatività, fa parte del senso comune del nostro paese. Oggi più che mai, si parla di società liquida (Bauman, 2006), e della progressiva “liquefazione” delle istituzioni, che non riescono più a strutturare (ossificare) contenitori in grado di tramandare un tempo lento, solido, dotato di stabilità e significato.

Dall’altra proprio fenomeni come l’associazionismo, così diffuso in Italia, ci mostrano l’importanza e la necessità per gli individui di organizzarsi in sistemi più ampi, che garantiscano continuità e stabilità, e in grado di soddisfare i bisogni personali (culturali, relazionali, affettivi).

Pensiamo che questo avvenga perché ci sono dimensioni collettive che sono interiorizzate nel singolo, ed anche aspetti della nostra vita psichica depositati nelle organizzazioni  di cui facciamo parte: quelle che sono state definite strutture intermedie.

Già Freud, Bleger, Kaes ed altri autori hanno sottolineato come il processo di soggettivazione (individuazione) si produce nelle relazioni e nelle strutture che in parte le organizzano.

L’insieme di relazioni che vivono i membri di una comunità, anche se non ce ne accorgiamo, organizzano anche la vita psichica degli individui. I nostri desideri, sogni e fantasie costruiscono e trasformano istituzioni in cui viviamo e viceversa il modo in cui le abbiamo organizzate influisce sui nostri comportamenti e sulle nostre relazioni.

Poiché le istituzioni vanno naturalmente incontro a micro-cambiamenti interni oppure il contesto sociale in cui esistono si modifica, necessitano di ridefinire continuamente i propri confini.

Bion considerava i gruppi nelle istituzioni come luoghi in cui è possibile ripensare e ridefinire i confini di questi contenitori. Che succederà se il guscio è troppo rigido e il pulcino cresce? Che succederà se il contenitore è troppo elastico e non protegge la crescita del pulcino?

Pensiamo che lo strumento del piccolo gruppo possa in modo privilegiato permettere un luogo di pensabilità, (di novità e pensiero creativo) in grado di ridefinire i confini dell’istituzioni ed elaborare i cambiamenti.

La Psicoanalisi istituzionale si occupa di definire il setting più adeguato attraverso il piccolo gruppo per osservare ed elaborare le dinamiche istituzionali.

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