Psicofarmaci: Ansiolitici e ipnotici

Psicofarmaci: Ansiolitici e ipnotici

Ansiolitici e ipnotici

 

Fanno parte di questa categoria i così detti ‘tranquillanti minori’, induttori di sonno, anticonvulsivanti e miorilassanti. Il loro principio attivo è costituito dalle benzodiazepine, capaci di agire rapidamente sugli stati d’ansia, sul sonno e sulla muscolatura. Le benzodiazepine, (o ansiolitici) sono state le eredi dei precedenti barbiturici, e sono usate per placare i sintomi psicologici e somatoformi dell’ansia come: il disturbo di ATTACCO DI PANICO, l’ANSIA GENERALIZZATA, le FOBIE, le OSSESSIONI, l’INSONNIA e altre somatizzazioni.

Dal punto di vista tossicologico, le benzodiazepine non presentano elevata ‘tossicosità’, sono ben tollerate e sono minimi gli effetti collaterali negativi che producono. Infatti sono farmaci molto selettivi, e agiscono esclusivamente sul sistema neurotrasmettitoriale che interessa la sintomatologia ansiosa (…per gli amanti della materia…il sistema GABAergico). Non influenzando altri sistemi, sono altamente maneggevoli e non producono fastidiosi effetti collaterali.

Purtroppo, la ‘correttezza’ di azione delle Benzodiazepine e la ‘rapidità’ (velocità dell’efficacia della molecola) con cui manifesta i suoi benefici sulle forme morbose di ansia, ha fatto si che il loro utilizzo, si sia rapidamente trasformato in ABUSO, anche a causa della superficialità prescrittiva e di richiesta dell’utenza, registrata negli ultimi 40 anni.

E’ proprio questa rapidità di efficacia “benefica” (cioè ‘piacevole’ per il soggetto) a costituire l’unico effetto collaterale procurato dalle benzodiazepine. Infatti, la sensazione di gradevolezza esperita, agendo indirettamente sui circuiti della ‘ricompensa’, come fosse un premio, un rinforzo positivo, crea nell’individuo assuefazione, bisogno di ripetere l’assunzione, e, dunque DIPENDENZA, soprattutto se usati nel lungo periodo e senza controllo medico-specialistico. Fondamentale infatti, per non correre il rischio di una dipendenza da benzodiazepine (che può durare mesi, a volte anni), è stabilire un dosaggio terapeutico efficace, monitorarlo e affiancarlo ad un percorso psicoterapeutico che possa aiutare a diminuire le dosi, fino ad arrivare alla totale estinzione, e di sintomo, e di uso del farmaco. Tra i più efficaci derivati delle benzodiazepine cito: il Diazepam; l’Alprazolam; il Lorazepam; il Bromazepam; il Triazolam; il Clonazepam; il Flunitrazepam, cui corrispondono rispettivamente farmaci divenuti famosi con i nomi di: Valium, Ansiolin; Xanax; Tavor; Lexotan; Songar; Rivotril; Roipnol.

 

Vedi anche Ansia, Quando iniziare una psicoterapia

 

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