Il Mio Bambino è Borderline? Disturbo Borderline nell’Infanzia

Il Mio Bambino è Borderline? Disturbo Borderline nell’Infanzia

Prima di addentrarci nell’argomento, ci teniamo a specificare che ai bambini non può essere diagnosticato il disturbo di personalità borderline poiché la loro personalità in continuo divenire. Che cosa significa essere borderline lo spieghiamo nel dettaglio in questo articolo. Dunque perché venga diagnosticato il disturbo borderline è necessario che il paziente sia un adulto, anche se giovane.

Tuttavia è importante saper riconoscere determinati atteggiamenti al limite che potrebbero cristallizzarsi, compromettendo il benessere psichico del bambino. Di solito questi segnali vengono ravvisati dalla famiglia e dagli insegnanti che hanno difficoltà con l’organizzazione quotidiana e scolastica del piccolo.

Quali comportamenti possono rappresentare un campanello d’allarme?

Anzitutto bisogna prestare attenzione ai casi in cui un bambino sembra spesso incapace di gestire le proprie emozioni.

Il saper gestire le proprie emozioni – e le conseguenti reazioni – è una capacità che il bambino apprende con l’esperienza quotidiana.

Inquietante può divenire la frequenza con la quale il bambino reagisce perdendo il controllo di se stesso, esasperando le proprie reazioni emotive.

Nello specifico, dei campanelli di allarme possono essere:

  • frequenti scoppi di rabbia e di pianto non adeguati alla situazione
  • frequenti oscillazioni d’umore
  • incapacità di socializzare in modo adeguato: il bambino cerca di instaurare e mantenere relazioni esclusive per la paura – motivata o meno – di essere “abbandonato” oppure si mostra particolarmente incerto e timido verso gli estranei o, ancora, mostra uno spiccato sentimentalismo
  • dipendenza dall’approvazione altrui
  • irritabilità e intolleranza alla frustrazione accompagnate, spesso, da sensazioni di vuoto e perdita
  • comportamenti di evitamento rispetto a tutte le situazioni che potrebbero risultare frustranti
  • elevata reattività nei confronti degli stimoli e delle gratificazioni
  • gesti autolesivi o comportamenti autodistruttivi
  • stati dissociativi o idee paranoidi, soprattutto nei momenti di forte stress emotivo
  •  spiccati timore o aggressività
  • preferenza di giochi “pericolosi”

Molti di questi comportamenti possono essere presenti in stati sia euforici che di tono basso dell’umore.

Un’altra caratteristica del bambino borderline è l’incapacità di integrare gli aspetti positivi e negativi di se stesso e degli altri, e dunque la tendenza ad attribuire all’altra persona caratteristiche totalmente buone o totalmente cattive. Questa scissione determina il passaggio dalla idealizzazione più intensa alla svalutazione totale, un aspetto ancor più evidente nelle relazioni dell’adulto con disturbo di personalità borderline.

Se un bambino presenta anche solo alcuni questi sintomi è necessario tenere sotto controllo la situazione e rivolgersi eventualmente ad uno psicologo o psicoterapeuta dell’età evolutiva.

bambino borderline

Cosa favorisce l’insorgenza di alcuni tratti borderline nei bambini?

Tra i primi fattori troviamo un ambiente familiare traumatico e caotico: la trascuratezza, il rifiuto, il non riconoscimento dei suoi bisogni, l’insensibilità nei suoi confronti, separazioni precoci, lutti, traumi, ecc.

Anche la trascuratezza da parte dei genitori può rappresentare un fattore scatenante: è spesso associata con l’intensificarsi dei sintomi. Le scarse attenzioni e una vita affettiva povera incidono pesantemente.

Il temperamento del bambino è determinante per l’eziologia (ossia le cause e i motivi) del disturbo in quanto è strettamente correlato agli eventi scatenanti, come un abuso o un abbandono, esperienze che fungeranno da catalizzatore per l’attivazione della sintomatologia.

In particolare, i pazienti borderline adulti possono essere visti come persone che continuamente rivivono una crisi infantile precoce: tra il sedicesimo e trentesimo mese di vita, il bambino può mostrare un’eccessiva preoccupazione relativa agli spostamenti della madre dalla quale non vuole separarsi. Allo stesso tempo teme che questi suoi tentativi di legarsi alla madre possano allontanarla sul serio.

Per questo una volta adulto sarà incapace di tollerare periodi di solitudine vivendo nell’angoscia di essere abbandonato dalle figure più significative.

Un ultimo, ma non meno importante, fattore è costituito dall’aver subito un evento traumatico. Si stima, infatti, che circa il 60% dei pazienti adulti con Disturbo di Personalità Borderline abbia sofferto di un abuso sessuale durante l’infanzia.

Cosa posso fare?

Dopo aver escluso cause mediche, Il primo passo da compiere è la consultazione psicologica con un esperto – come lo psicoterapeuta che si occupa della cura dei disagi infantili – grazie alla quale potranno essere scartate altre ipotesi (come l’autismo) per poi concentrarsi sul funzionamento psichico del bambino.

La consultazione potrebbe prevedere l’ausilio di test proiettivi e solo nei casi più gravi la presenza del neuropsichiatra infantile che provvederà alla prescrizione di farmaci.

L’intervento deve essere tempestivo in quanto la personalità non è ancora strutturata per cui la psicoterapia può ottenere notevoli risultati ed evitare che la situazione degeneri nell’età adulta.

Se riscontri dei comportamenti allarmanti nel tuo bambino, richiedi una consulenza psicologica al fine di individuare se questi comportamenti sono effettivamente patologico e richiedono un intervento.

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