Ansia nei bambini: cos’è, come riconoscerla e come affrontarla

Ansia nei bambini: cos’è, come riconoscerla e come affrontarla

La mia bambina è ansiosa….. non riesco a capire il perché e non so cosa fare!

L’ansia può essere definita come un sentimento penoso di attesa per una imminente catastrofe alla quale non è possibile sottrarsi. Che sia generalizzata – condizione persistente di apprensione – o legata ad uno stimolo preciso, essa si manifesta attraverso sintomi cognitivi e sintomi somatici che possono interessare vari apparati:

  • respiratorio: sensazione di soffocamento
  • cardiocircolatorio: più frequente è la tachicardia
  • gastroenterico: ad esempio spasmi, secchezza delle fauci e diarrea
  • genito-urinario: come la tendenza ad urinare spesso
  • muscolare: tremori e spasmi
  • sensoriale: con ronzii auricolari e visione offuscata

Ansia nei bambini: le cause

L’ansia colpisce il 10% dei bambini al di sotto dei 16 anni, posizionandosi al primo posto dei disturbi psichici diagnosticati nell’età evolutiva.

Le cause dell’ansia sono l’esito della combinazione di tre fattori:

  1. Fattore biologico: ovvero la predisposizione genetica.
  2. Fattore psicologico: le esperienze negative sono fondamentali; ad esempio, se un bambino si fa male in assenza della madre, tenderà a sentirsi ansioso tutte le volte che dovrà separarsi dal genitore
  3. Fattore sociale: la famiglia, la scuola, le persone frequentate, l’ambiente circostante. La cultura e la mentalità sono fondamentali per lo sviluppo psichico del bambino.

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Ansia nei bambini: quando prestare attenzione

L’ansia rappresenta un problema quando è presente una percezione esagerata degli eventi e il conseguente fraintendimento del loro significato: quando il bambino sconvolto avverte la tachicardia può pensare, ad esempio, che il suo cuore possa scoppiare da un momento all’altro, amplificando e complicando ulteriormente il suo stato di agitazione. Il bambino ansioso è angosciato, apprensivo, ipervigilante, rinunciatario, tende a scoraggiarsi facilmente, a evitare determinate situazioni e, non avendo un piano adeguato di fronteggiamento, trova difficoltà a calmarsi rispetto ad altri bambini.

Molto spesso entrano in crisi quando si apportano delle modifiche alle loro attività giornaliere precedentemente stabilite e tendono a non riconoscere possibili miglioramenti ottenuti con fatica. La preoccupazione costante, eccessiva e incontrollabile, l’affaticamento, l’agitazione, l’irrequietezza, scoppi di pianto apparentemente senza motivo o “esagerati”, la difficoltà a concentrarsi, i disturbi del sonno, gli incubi, il disagio sperimentato in varie circostanze, immettono il bambino in un circuito di sofferenza psichica caratterizzato dalla sensazione di essere totalmente inadeguato e di avvertire una sorta di “ansia anticipatoria”.

Questo stato penoso abbassa il livello di autostima innescando nel bambino il senso di colpa e quindi la netta percezione di meritare tale sofferenza.

L’ansia è il sintomo base di alcuni disturbi, tra i quali:

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Ansia nei bambini: quando e a chi chiedere aiuto

Non è semplice riconoscere o individuare l’ansia e/o soprattutto le cause o le paure che dietro si celano. Essa può considerarsi un male silenzioso in quanto non sempre il bambino riesce ad esprimere verbalmente il suo disagio anche se lo rende evidente attraverso il comportamento. Essere genitore o educatore di un bambino ansioso non è affatto semplice: l’oppoitività, la rinuncia, l’evitamento, il pianto e l’irrequietezza apparentemente immotivate gettano gli adulti nello sconforto o nell’incapacità di tollerare, contenere, affrontare con pazienza le crisi del bambino.

Quando l’ansia interferisce significativamente con la normale attività quotidiana del bambino, con le sue relazioni sociali, con la sua serenità e il suo benessere psichico e fisico, è opportuno chiedere aiuto a professionisti qualificati. La diagnosi è fondamentale.

Individuato il tipo di disturbo legato all’ansia, è possibile seguire un piano d’intervento attraverso la psicoterapia per poter rintracciare la causa scatenante e per alleviare il senso di angoscia e di smarrimento provato dal bambino. Se ritenuto necessario, lo psicoterapeuta si avvarrà dell’intervento dello psichiatra infantile per un possibile ausilio farmacologico (ansiolitici) almeno per la prima fase del percorso psicoterapico.

Se hai delle preoccupazioni che vuoi approfondire, domande da fare o vorresti un incontro con un professionista sul tema dell’ansia nei bambini, contattaci e lo affronteremo insieme.

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