Binge eating disorder: alimentazione fuori controllo

Binge eating disorder: alimentazione fuori controllo

Il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating, traduzione: abbuffata o scorpacciata) è un comportamento disfunzionale che si caratterizza per episodi frequenti di sovra-nutrizione. A differenza della bulimia il soggetto dopo aver mangiato non effettua pratiche di eliminazione o compensazione del cibo assunto. Questo tipo di problematica si associa quasi sempre all’obesità, tuttavia rispetto ad un soggetto semplicemente in sovrappeso, uno affetto da Binge Eating Disorder vive la propria condizione con estrema frustrazione. Il BED (acronimo di binge eating disorder) colpisce prevalentemente la popolazione adulta di sesso maschile, e oltre al disagio psicologico si sommano anche inevitabilmente conseguenze di tipo fisico come malattie cardiovascolari, scompensi metabolici e ormonali.

Nell’articolo tratteremo:

Binge eating cause

Difficile stabilire e individuare la fonte di questo malessere poiché alla stregua di altri disturbi del comportamento alimentare, quali anoressia e bulimia, anche il BED ha radici profonde e multifattoriali. La linea di demarcazione però è l’assenza di strategie restrittive, limitative o punitive, precedenti o successive al consumo dei pasti. A innescare questi comportamenti possono essere la scarsa autostima, la noia e la solitudine, mentre le cause vanno dalla predisposizione genetica alle interazioni familiari, dai contesti ambientali a quelli sociali. Alla base una pessima accettazione della propria persona rispetto a canoni estetici comunemente condivisi. Ciò comporta l’attivazione di un circolo vizioso in cui ci si nutre in maniera smodata perché non si gradisce la propria immagine allo specchio e si ingrassa peggiorando ulteriormente la prospettiva di sé stessi.

Esperienze infantili e legame con il vissuto personale

Se il BED è certamente influenzato dalla soggettiva chimica del cervello e dall’innato sviluppo dei codici neuronali, lo stesso vale per il bagaglio esperienziale che determina la costruzione della personalità. Ogni individuo non è solo un mix di cromosomi ma edifica sé stesso per mezzo di ciò che compie, apprende, recepisce e anche subisce nel corso della propria vita.

Binge eating disorder: sintomi

Le persone affette da BED, o comunque più soggette a sviluppare questo disturbo, sono di solito particolarmente suscettibili/vulnerabili al giudizio degli altri. Esse hanno il terrore di deludere e di essere deluse, hanno difficoltà a gestire le crisi e la pressione. La ritualità di queste pratiche diventa una sorta di schiavitù e anche una dimensione di rifugio, una confort zone e un sistema di difesa. La diagnosi del binge eating disorder parte dall’osservazione fisica del soggetto. Come detto l’individuo affetto da questo disturbo è nella maggior parte dei casi in sovrappeso, tuttavia chi soffre di BED mostra un atteggiamento mentale depressivo e un pessimo grado di accettazione del proprio corpo. A questi primi indicatori si possono accompagnare altri sintomi quali:

  • episodi ripetuti di abbuffate 1-2 volte a settimana per almeno 3-6 mesi
  • assunzione compulsiva di cibo non legata alla reale percezione di fame
  • sensazione di perdita di controllo e di misura nell’atto di mangiare
  • imbarazzo quando ci si alimenta
  • senso di colpa dopo l’abbuffata
  • frustrazione, depressione e disgusto verso sé stessi subito dopo aver mangiato, con perdita di autostima
  • impossibilità di seguire o mantenere efficacemente regimi dietetici nonostante il desiderio di perdere peso

Il test: binge eating scale

Nell’anoressia e nella bulimia il fulcro di tutto può sembrare l’iper-attenzione verso l’aspetto fisico, o il cibo come oggetto catalizzatore, ma in realtà è il controllo esercitato proprio attraverso l’atto di nutrirsi. Nel binge eating la chiave è la scarsa consapevolezza di sé e il senso di inadeguatezza. Tra i più diffusi strumenti diagnostici dei disturbo da alimentazione incontrollata o binge eating test, vi è un questionario psicometrico autosomministrato denominato Binge Eating Scale (BES).
Questa metodologia consente di far emergere e valutare eventuali problemi della sfera comportamentale e nutrizionale. La scala prevede 16 gruppi di affermazioni e il soggetto deve spuntare uno sola delle 3 o 4 opzioni disponibili. Il BES stabilisce in maniera piuttosto fedele e veritiera il rapporto con il cibo e con il proprio corpo, mettendo in relazione questi elementi con l’ambiente esterno e con gli altri.

Come curarsi dall’alimentazione incontrollata

Binge eating disorder come guarire? Per la sua natura complessa e per le sue molteplici implicazioni, sia fisiche che psichiche, il binge eating necessita di un approccio multi-disciplinare. C’è bisogno infatti dell’intervento di più professionisti, che affrontino la patologia sotto il profilo medico, nutrizionale e psichiatrico. La psicoterapia rimane il principale trattamento per affrontare le dinamiche psichiche profonde che causano il sintomo descritto.
Il soggetto viene guidato verso un nuovo stile di vita, impara a vedere il cibo nella giusta considerazione, apprezzandone il valore ma anche i limiti, non come unica fonte di gratificazione o di fuga.
Binge eating cosa fare per agevolare il processo di risoluzione?
Poiché il BED si associa spesso a stati depressivi o ansiosi, può essere supportato in modo complementare anche attraverso un trattamento farmacologico. Lo scopo è abbreviare i tempi di risposta, accelerando i risultati, abbreviando e facilitando il percorso psicoterapeutico. Nei casi più gravi, in cui è indispensabile un drastico calo di peso, può essere presa in considerazione la strategia chirurgica con bypass gastrico, o altri approcci di tipo estetico-cosmetici.

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