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Come fare lo Psicologo senza studiare in 6 punti

How-To per aspiranti psicologi (non psicologi) Non ti preoccupare, lo psicologo non è una professione, è un modo di essere. In fondo come dice il detto: siamo tutti un pò psicologi. Non hai mai dato una pacca sulla spalla ad un tuo amico? Facile no? Solo che ti pagano, e visto il malessere che ti ritrovi attorno (ma non ti preoccupare, tu no) è il business del secolo. Chi te lo fa fare a studiare tra università, esami di stato, perfezionamenti, master e ed eventuali specializzazioni circa 20 anni. Considera poi che con i soldi che risparmi ci puoi tranquillamente pagare il mutuo di uno studio tutto tuo: un affare. Non ti preoccupare per la legge, siamo in Italia. Hai due possibilità: a) Puoi spacciarti tranquillamente per psicologo anche se non lo sei, la legge 56/89 lo proibisce, ma con tutto quello che hanno da fare nel governo, ti pare che riescono a perseguitare uno che si spaccia per psicologo? Per andare in galera ormai non ti basta nemmeno più una strage, ma la guardi la TV? Riguardo all’albo non te ne curare, non sei iscritto, e quindi le regole del codice deontologico per te non valgono, che è un vantaggio commerciale. Pensa che non valgono neanche per loro: gli albi sono pieni di gente che insegna tecniche psicologiche a non psicologi. Ma tu non abboccare, non ti servono nemmeno quei quattro concetti abborracciati, a che ti serve leggere tutti quegli autori barbosi del passato? Tu sei già psicologo dentro. b) L’altra possibilità, che sinceramente consigliamo, è quella di inventarti un nome con cui fare lo psicologo, ma senza chiamarti...
fobia sociale

Fobia Sociale: oltre le solite definizioni

Che cos’è la Fobia Sociale? Per “fobia” si intende una paura irrazionale e immotivata verso una situazione esterna. La psicoanalisi ha visto in questo una proiezione all’esterno di angosce che sono invece interiori, con conseguenti condotte di evitamento. Cioè, come intuì Freud, e detto nel modo più semplice possibile: da un disagio personale non possiamo sfuggire, se lo mettiamo all’esterno possiamo evitarlo. Se cercate una definizione di fobia sociale (“paura di agire di fronte agli altri in modo imbarazzante…” etc.) o una descrizione della stessa (tipo: “le persone che provano tale disturbo…” etc.), potete trovare in internet un sacco di articoli ben fatti su questo. Io vorrei evitare di parlarne. Come sarebbe possibile evitare il sociale? Non è forse spesso più malata la società dell’individuo? Dove finisce l’individuo e dove inizia la società? Bisognerebbe parlare a lungo su queste domande senza riposta, e su dove stia la malattia, ma ciò di cui ci occupiamo non è la malattia, ma la persona, cioè un individuo che soffre. Poiché la fobia in questione riguarda un concetto così vasto come la “socialità” (che non basterebbe tutto lo spazio della rete per definirlo), mi offre l’occasione di parlare un po’ meglio di sintomo e malattia. Sintomo e malattia “Se sentiamo parlare un cinese, siamo portati a prendere le sue parole per un gorgoglio inarticolato. Chi capisce il cinese vi riconoscerà invece il linguaggio. Così, spesso, io non so riconoscere l’uomo nell’uomo.” L. Wittgenstein Pensieri diversi Iniziamo chiedendoci che cos’è una sofferenza mentale? Tutti in quanto uomini ne abbiamo una conoscenza almeno intuitiva, e sperimentiamo il disagio mentale ogni giorno. Ma quando è necessaria...
depressione in adolescenza

Depressione in Adolescenza

In questo articolo ci parliamo di depressione, concentrandoci in particolare su quella che può capitare durante l’adolescenza. Cos’è la depressione La depressione è una condizione psicologica che può presentarsi in ogni età della vita ma in forme diverse. Esistono infatti diversi tipi di depressione che possono essere più o meno gravi. Così come è importante non confondere una condizione di lutto o tristezza con la condizione di malattia della depressione, è altrettanto importante riconoscere tempestivamente i possibili segnali della depressione, che a volte assume anche forme mascherate o nascoste (prive ad esempio di una condizione di tristezza). Come si fa allora a capire quando siamo in presenza di una depressione? Solo un professionista è in grado di farlo ed è anche in grado di distinguere tra diverse forme di malessere o di depressioni. E’ quindi importante in caso di dubbio poter fare una valutazione attenta e professionale, per poter riconoscere la malattia e poter approdare ad una cura adeguata. Come capire se un adolescente è depresso Ci sono alcuni segnali però che ci possono aiutare a capire o intuire se il nostro dubbio sia fondato. Anche nell’adolescenza è importante  non confondere la condizione di depressione dalla dolorosa riflessione su di sé e il senso dell’esistenza che può essere comune in questa fase della vita. Possiamo provare ad elencare una serie di “segnali” che possono allertarci. Sono  indicazioni che prese isolatamente non ci dicono molto, ma il fatto di trovare assieme tre o più segnali è già più indicativo della possibilità di una condizione a cui porre attenzione. Ad esempio: una estrema tristezza come  in un lutto, l’isolamento, le anomalie...