Alcol in gravidanza: cosa c’è da sapere

Alcol in gravidanza: cosa c’è da sapere

Con l’acronimo FAS viene identificata la sindrome alcolico fetale (Fetal Alcohol Sindrome), ovvero una condizione patologica grave ed irreversibile del feto, indotta da assunzione alcol in gravidanza. Le conseguenze possono essere: ritardi nello sviluppo fisico o intellettivo del bambino, malformazioni dello scheletro o degli organi, ecc. Per anni purtroppo il problema è stato trascurato, sottostimato o addirittura ignorato, e spesso le alterazioni intrauterine erano attribuite a cause ambientali o genetiche.

Oggi è finalmente chiaro che l’uso e l’abuso di alcol in gravidanza sono strettamente correlati a tali disturbi. Allo stato attuale non esiste una cura, l’unica strategia valida per ora resta la prevenzione. Vediamo cosa vuol dire bere in gravidanza e quali sono le conseguenze:

Alcol in gravidanza prime settimane

L’organismo femminile ha una capacità enzimatica di metabolizzare l’alcol circa 4 volte inferiore a quella di un uomo. Inoltre a parità di statura il corpo di una donna contiene una percentuale relativamente minore di acqua, quindi l’alcol nel sangue si satura più facilmente con maggiore rapidità. Sono molto diffuse ancora oggi false credenze  circa gli effetti addirittura positivi nell’assunzione moderata di alcol durante la gestazione. Viene affermato ad esempio che la birra stimoli la produzione del latte materno o che il consumo di alcol possa servire ad abbassare il colesterolo, poiché quest’ultimo tende ad alzarsi quando si è in dolce attesa.

Oltre ad essere per lo più infondate, queste teorie sono anche pericolose in quanto non esiste una dose minima o sicura di alcol che sia completamente innocua. Anche il solo fatto di assaggiare alcol in gravidanza può causare problemi al nascituro. Certo gli eventuali danni vanno messi in relazione alla quantità, alla qualità del prodotto e alla frequenza con cui si beve, ma si tratta di dati puramente soggettivi, e non è quindi il caso di affidarsi alla sorte mettendo a rischio la salute del proprio figlio. Gli organi del bambino cominciano a formarsi già nei primi 10-15 giorni successivi al concepimento, di conseguenza anche l’alcol in gravidanza primo mese può essere nocivo per il benessere del nascituro.

Alcol in gravidanza secondo trimestre

Come è noto le fasi più delicate della gestazione sono il primo e l’ultimo trimestre, tuttavia il solo fatto di aver superato le dodici settimane o di trovarsi ancora tra la 22esima e la 26esima, non mette al riparo da eventuali danni. Bere poco alcol in gravidanza, anche quando si è al di fuori delle fasi particolarmente critiche, è comunque pericoloso. Gli effetti nocivi si intensificano se si aggiungono interazioni con tabacco, farmaci, droghe e fattori alimentari.

Alcol in gravidanza conseguenze: spettro dei disordini feto-alcolici (Fasd)

La Fas non consiste in una singola affezione ma di una serie di problematiche connesse al bere alcol in gravidanza rischi maggiori se sommati a predisposizioni genetiche e stili di vita scorretti. Il riconoscimento del quadro clinico ne viene fatto solitamente durante l’infanzia, ed è fondamentale la diagnosi precoce per inserire il bambino in percorsi sia didattici che sociali, propedeutici a ridurre l’impatto di questa condizione. Il piccolo ha così maggiori probabilità di assorbire le conseguenze negative della situazione patologica, sviluppando al massimo le proprie capacità. Tra i segni rivelatori di una probabile sindrome alcolico fetale vi sono:

Manifestazioni fisiche – dismorfismo facciale, cranico e scheletrico, deficit di crescita, anomalie agli organi in particolare agli occhi, al sistema nervoso centrale e all’apparato cardiocircolatorio.

Manifestazioni neurologiche e psicologiche – deficit cognitivi, ritardo intellettivo, disturbi motori, iperattività, problemi della sfera verbale.

Bere alcolici in gravidanza conseguenze al momento del parto – scarso peso alla nascita, aborto spontaneo, parto prematuro.

Ecco cosa succede se bevi alcol in gravidanza

Nell’utero il piccolo non è isolato dal mondo esterno ma direttamente esposto ai cambiamenti biochimici dell’organismo materno. Qualunque cosa essa mangi, beva, fumi o subisca sotto il profilo emozionale, viene trasmessa al bambino. L’alcol riesce a superare tranquillamente la barriera placentare, diventando estremamente tossico per il feto, poiché quest’ultimo non dispone ancora del sistema adeguato a metabolizzarlo.

In linea di principio quando una coppia sta progettando di mettere al mondo un bambino, anche il partner dovrebbe essere coinvolto nell’eliminare o moderare il consumo di alcol. Prima di tutto per solidarietà nei confronti della compagna, rendendo meno gravosa la privazione. In secondo luogo bisogna sottolineare che l’alcol è potenzialmente in grado di danneggiare la spermatogenesi, introducendo all’origine un elemento già compromesso nel processo di sviluppo del feto.

Alcol in gravidanza effetti dopo la nascita

Anche durante l’allattamento la madre dovrebbe astenersi dal consumare alcol. Lo stesso vale per qualsiasi tipologia di farmaco che può influire sulla qualità del latte prodotto, rendendolo potenzialmente nocivo o riducendone il potere nutritivo.

Ho bevuto alcol in gravidanza e adesso?

Sul web, nelle discussioni dei forum tematici, di frequente è possibile imbattersi in quesiti quali: ho assunto alcol in gravidanza e ora? Oppure: ho bevuto alcol e non sapevo di essere incinta, cosa può accadere? Chiarito che l’alcol è in grado di arrecare danni sempre e comunque, bisogna però precisare che per fortuna la biologia mette a disposizione una sorta di meccanismo di difesa naturale. Nelle prime due settimane dopo il concepimento l’organismo femminile tende a scartare automaticamente le cellule embrionali che sono state eventualmente danneggiate da alcol, patologie, farmaci, ecc. L’eliminazione può avvenire o manifestarsi attraverso un ciclo mestruale ritardato o sotto forma di aborto spontaneo precoce. Se la gravidanza prosegue, vuol dire che l’embrione scelto non è stato inficiato, ma da quel momento in poi occorre astenersi completamente dal consumare alcol o altre sostanze che possono nuocere al piccolo.

Birra senza alcol in gravidanza: un po’ di chiarezza

Bere birra non è meno grave o meno rischioso che assumere vino o superalcolici. Chi non sa rinunciare al consumo di queste bevande di solito ricorre a scappatoie come l’acquisto di birra analcolica. Bisogna però fare delle dovute precisazioni. Il solo fatto che una birra venga venduta come analcolica non vuol dire che sia totalmente priva di alcol. Le normative in vigore, con alcune differenze tra diversi paesi, consentono che un prodotto possa acquisire tale denominazione, ammesso che non superi una specifica soglia percentuale. Occorre quindi accertarsi che la bevanda in questione sia effettivamente 100% alcol-free, ma anche in questa eventualità, l’unica sicurezza assoluta resta il non bere affatto alcol in gravidanza rischi potenziali a parte.

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *