Disturbo Bipolare: cos’è e come gestirlo

Disturbo Bipolare: cos’è e come gestirlo

Il disturbo bipolare, presente in circa l’1% della popolazione, oltre a comportare un’intensa sofferenza psicologica in coloro che ne soffrono, può determinare comportamenti pericolosi per se stessi e per gli altri. Per questo è molto importante riconoscere sintomi e conseguenze del disturbo bipolare e intervenire tempestivamente con una terapia farmacologica e/o psicoterapica.

Di seguito scopriremo cos’è il disturbo bipolare, i sintomi, le tipologie e come trattarlo:

Cos’è il Disturbo Bipolare

Per disturbo bipolare si intende un disturbo mentale che comporta significative variazioni dell’umore sia in senso maniacale che depressivo.
Avere alti e bassi è un’esperienza del tutto comune. Espressioni del tipo: mi sento fuori fasesono proprio gasatomi sento proprio giù, denotano stati d’animo e polarità dell’umore diversi, comuni a tante persone. Il nostro umore varia sensibilmente a seconda del tempo, degli impegni, delle seccature e del momento.

Anche se abbiamo la fortuna di possedere sicurezze materiali, affettive e spirituali, la vita di tutti noi  è caratterizzata da una continua instabilità che, anche se non ci colpisce direttamente, può interessare le persone che abbiamo intorno. A tutti noi è capitato di osservare che il nostro modo di pensare varia spesso a seconda dell’umore del momento; quando siamo felici, pensiamo in modo positivo, abbiamo più voglia di fare e sperimentare situazioni nuove, affrontiamo così gli ostacoli più facilmente. Viceversa, quando ci sentiamo scoraggiati o tristi, siamo spesso pessimisti: un senso d’ insoddisfazione imprigiona i nostri pensieri e ci fa dimenticare delle risorse e potenzialità a nostra disposizione. Tutto questo ha poco a che fare con i sintomi di quello che viene definito disturbo bipolare, in cui le polarità dell’umore sopra menzionate assumono le forme estreme della depressione profonda e dell’esaltazione maniacale. Talvolta il disturbo si presenta in modo meno marcato e crea minori difficoltà, così come nella ciclotimia.

Sintomi del disturbo bipolare

Le manifestazioni cliniche più evidenti del disturbo bipolare sono sicuramente gli episodi depressivi e quelli maniacali. Dal punto di vista clinico, è necessario che queste manifestazioni siano compresenti ma alternate e abbiano un’intensità tale da costituire un forte impedimento allo svolgimento delle attività quotidiane. Approfondiamo insieme i sintomi del disturbo bipolare.

Versante depressivo

Le persone che soffrono di depressione presentano, per almeno due settimane, un livello energetico molto basso: si sentono apatiche, stanche, insoddisfatte, pessimiste e scoraggiate. A lungo andare subentrano spesso sensi di colpa, sfiducia in sé stessi, quando non una vera e propria disperazione.  Durante un episodio depressivo, talvolta non si dorme a sufficienza, svegliandosi presto al mattino; altre volte, invece, si tende a dormire troppo, arrivando in alcuni casi alla letargia. Inoltre il peso corporeo potrebbe variare sensibilmente.

E’ molto comune una perdita di interesse per le persone care e le attività abituali, anche per quelle più gratificanti. Diventa molto difficile organizzarsi, tutto sembra più faticoso e si è costantemente pervasi da un senso di inadeguatezza, sconfitta e fallimento. Con la mente rivolta esclusivamente al proprio malessere, attanagliata dall’angoscia, si hanno difficoltà a concentrarsi o semplicemente a prestare attenzione a ciò che ci circonda. I problemi quotidiani appaiono insormontabili e diventano motivo di preoccupazione costante; non è raro che siano presenti pensieri di morte che talvolta sfociano in veri e propri tentativi di suicidio. A lungo andare, può nascere il timore di affrontare il mondo esterno per paura di apparire inadeguati e di non essere capiti.

Versante maniacale

La mania è, per certi versi, l’altra faccia della depressione. Essa si manifesta, per periodi superiori ad una settimana, con sintomi di eccitazione euforica, come: senso di superiorità rispetto agli altri, idee esageratamente ottimistiche e progetti irragionevolmente ambiziosi. Durante un episodio maniacale si ha la tendenza a parlare in modo frenetico ed a dimostrare scarsa considerazione per l’interlocutore che, talvolta, ha difficoltà ad intervenire e a comprendere quanto viene detto. L’attenzione è incostante, concentrata esclusivamente su sé stessi e sul desiderio di primeggiare; le idee sono caotiche e spesso si sommerge l’interlocutore con un vero e proprio fiume di parole.  Ci si sente pieni di energia, l’umore e l’autostima sono alle stelle.

I normali ritmi del sonno sono alterati, tanto che, pur dormendo poche ore, si ha sempre la sensazione di essere molto produttivi e resistenti; spesso il sonno viene considerato una perdita di tempo, un ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi. Un tale stato euforico rende l’attenzione molto labile, poiché continuamente distolta dalla frenesia di intraprendere nuove azioni.

Ciò può essere molto rischioso,  in quanto vi può essere la spinta a imboccare strade pericolose, come la promiscuità sessualel’uso di droghe e alcool e lo sperpero di veri e propri capitali.

Gli episodi depressivi

Se l’episodio di alterazione dell’umore prevede unicamente una sintomatologia depressiva, si parla di episodio depressivo maggiore.

I sintomi delle fasi depressive possono essere:

  • umore basso
  • mancanza di interesse e di piacere in tutto ciò che si fa
  • mancanza di energie e affaticabilità
  • sonno e appetito disturbati (in eccesso o in difetto)
  • diminuzione della libido e dell’attività sessuale
  • incapacità di portare a termine le attività che prima si svolgevano normalmente
  • sensazione di intensa disperazione

In questa fase possono essere messi in atto comportamenti suicidiari.

Gli episodi maniacali

Le manifestazioni maniacali sono opposte a quelle depressive e si caratterizzano per la presenza di:

  • umore elevato e/o irritabile,
  • autostima eccessivamente alta,
  • difficoltà o riduzione del bisogno del sonno, senza apparente disturbo della vitalità dell’individuo
  • eloquio accelerato, spesso incessante e difficile da fermare
  • fuga delle idee
  • difficoltà a concentrarsi e a focalizzare l’attenzione, con incapacità di filtrare gli stimoli esterni irrilevanti
  • agitazione psicomotoria
  • socialità ed espansività eccessive
  • aumento della libido e dell’attività sessuale
  • impulsività e mancanza di buon senso che conducono spesso ad attività pericolose.

La persona in fase maniacale è apparentemente piena di energia, sicura di sé, ottimista, piena di idee e speranze per il futuro. Tuttavia autostima e ottimismo sono così eccessivi da poter condurre a deliri di onnipotenza. Inoltre l’inesauribile attività si traduce in un nulla di fatto a causa della mancanza di lucidità e di giudizio, della disorganizzazione e della generale incapacità di portare a termine un’attività senza interromperla o intervallarla con mille altre attività. A causa dei sintomi descritti, il soggetto in fase maniacale può avventurarsi in affari avventati, acquisti compulsivi, comportamenti sessuali che, normalmente, avrebbe considerato sconsiderati. Inoltre in alcuni episodi può essere presente una forte irritabilità che, unita all’incapacità di pensare in modo lucido e di dominare gli impulsi, può degenerare in comportamenti aggressivi.

Le manifestazioni maniacali si fondano sul meccanismo psicologico del diniego. Il soggetto in realtà soffre per un evento psichico doloroso quale una perdita o a una delusione ma si difende da questa sofferenza negandola in modo attivo e persistente; questa “strategia difensiva” dal dolore lo porta a dover mantenere alti livelli di umore e di energia. A seconda dell’intensità delle manifestazioni maniacali, della durata e della presenza o meno di concomitante sintomatologia depressiva si individuano e distinguono episodi maniacali, ipomaniacali e misti.

Gli episodi ipomaniacali si distinguono da quelli maniacali poiché non compromettono, o non in modo accentuato, la vita sociale e lavorativa dell’individuo. I sintomi degli episodi ipomaniacali sono in parte simili a quelli degli episodi maniacali ma non si presentano deliri o allucinazioni. Gli episodi misti, per certi aspetti i più gravi, presentano un insieme di sintomi depressivi e maniacali e, come gli episodi depressivi, possono condurre a tentavi di suicidio.

Tipi di disturbo bipolare

Poiché vi sono diverse forme in cui si può manifestare il disturbo bipolare, oggi si preferisce parlare di spettro bipolare piuttosto che di un unico disturbo bipolare. Le diverse forme individuate e descritte dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) comportano diversi livelli di gravità in base all’intensità delle manifestazioni maniacali e alla presenza o meno di manifestazioni depressive. In ambito psichiatrico c’è oggi consenso nel differenziare le seguenti forme che, in ordine di gravità decrescente, sono:

  • disturbo bipolare I (caratterizzato da almeno un episodio maniacale o misto)
  • disturbo bipolare II (caratterizzato da almeno un episodio depressivo e un episodio ipomaniacale)
  • disturbo ciclotimico (meno grave ma più continuo, si caratterizza per la presenza per almeno due anni di numeroso periodi con sintomi maniacali e periodi con sintomi depressivi).

Differenziare queste forme ha un’utilità sia in ambito medico-psichiatrico, ovvero per predisporre un adeguato piano di trattamento farmacologico (inevitabile per questi disturbi), sia per prevenire un più generale rischio psicosociale: una maggiore gravità di questi disturbi si associa con una maggiore probabilità sia di comportamenti in grado di compromettere la vita sociale e/o lavorativa della persona che ne soffre, sia di comportamenti rischiosi per l’incolumità personale.

disturbo bipolare sintomi in fase depressivaLe conseguenze della psicosi sociale possono andare da una generale disinibizione che espone a diverse situazioni di rischio finanziario, sociale o sessuale, ad atti aggressivi fino, in casi estremi, a comportamenti suicidiari. Per questo è molto importante sostenere la persona che soffre di questi disturbi nell’accettare un’eventuale diagnosi di disturbo bipolare e il conseguente piano terapeutico farmacologico. Inoltre a causa del persistente diniego che è alla base delle manifestazioni maniacali, è molto probabile che le persone che soffrono di disturbi bipolari siano portati alla negazione del loro stato patologico. È quindi fondamentale porre la diagnosi in modo chiaro e precoce non solo per favorire le necessarie misure preventive, ma anche per contrastare in modo efficace la tendenza al diniego stesso. Anche se la farmacoterapia è necessaria per questi disturbi, non è affatto sufficiente di per sé a prevenire ricadute sintomatiche. Per questo è necessario che la persona abbia modo di elaborare i suoi funzionamenti mentali che, in modo automatico ed inconsapevole, e in relazione agli eventi della vita, lo spingono verso le reazioni maniacali, a cui spesso seguono manifestazioni depressive.

Un percorso psicoterapeutico specifico ed in sintonia con il trattamento farmacologico è pertanto fortemente consigliato.

Come gestire il disturbo bipolare

Nella terapia del disturbo bipolare è essenziale che ci sia un sostegno farmacologico associato ad un percorso psicoterapico, per cercare di diminuire al minimo i picchi sia depressivi che maniacali e consentire quindi alla persona di avere una continuità nel trattamento psicoterapeutico.  I farmaci più frequentemente usati sono:

  • Stabilizzatori dell’umore: questi permettono di ridurre l’intensità degli sbalzi d’umore e di prevenire la ricorrenza degli episodi maniacali e depressivi. Il farmaco più utilizzato è il litio che, insieme al valproato, è il più utilizzato nei casi di mania
  • Antidepressivi
  • Antipsicotici atipici

Psicoterapia

La psicoterapia in un primo momento sarà volta soprattutto ad aumentare la compliance al trattamento farmacologico. Non è raro, infatti, che durante la fase maniacale i pazienti smettano di andare in terapia e di assumere farmaci perché sentono di stare bene. Per fare questo è necessario che si crei una buona alleanza terapeutica con delle regole precise stabilite insieme al paziente fin dall’inizio.

Solo quando si è costruita una buona alleanza terapeutica ci si potrà occupare di tutte quelle difese che il paziente mette in atto per non sentire degli affetti per lui troppo dolorosi o sentiti come eccessivamente distruttivi.  Nelle dinamiche depressive il soggetto per non sentire, ad esempio, la rabbia e l’aggressività verso un oggetto d’amore (ci si riferisce con questo termine a tutte le figure di accudimento primario) assume su di sé questi sentimenti; è il soggetto che si sente cattivo ed in colpa per i suoi sentimenti aggressivi.

Non è raro, infatti, che persone depresse sono convinte di essere fondamentalmente cattive. Si lamentano della propria avidità, egoismo, competitività, vanità, orgoglio, rabbia, invidia. Ritengono perversi e pericolosi tutti questi normali aspetti dell’esperienza e temono di essere intrinsecamente distruttive. Le personalità depressive hanno tratto dalle loro esperienze di perdite non elaborate la convinzione che sia stato qualcosa in loro ad allontanare l’oggetto. Hanno così trasformato il sentimento di essere rifiutate nella convinzione di meritare quel rifiuto, di averlo provocato con le proprie mancanze, e che in futuro saranno inevitabili altri rifiuti se qualcuno le conoscerà intimamente. Tentano con tutte le forze di essere persone “buone”, ma temono di essere scoperte nelle loro pecche ed allontanate come persone indegne.

Il rapporto con il terapeuta

Queste persone sono portate a credere che l’interesse e il rispetto del terapeuta verrebbe meno se li conoscesse veramente, si aspettano di essere rifiutate e quindi fanno di tutto per apparire come bravi pazienti. Sarà quindi molto importante nella terapia comprendere gli sforzi che la persona compie per essere buona al fine di prevenire un rifiuto da parte del terapeuta qualora conoscesse i suoi aspetti aggressivi, permettendo così l’emergere e la condivisione di questi sentimenti.  Nella maniacalità  le difese che vengono messe in atto sono principalmente il diniego e l’acting out:

  • il diniego si manifesta principalmente nella tendenza a ignorare (o a trasformare in modo umoristico) eventi che metterebbero a disagio o in allarme molte altre persone
  • l’acting out ha soprattutto la forma della fuga: le persone si allontanano dalle situazioni che potrebbero minacciarle di una perdita. Possono anche sfuggire affetti dolorosi con altri tipi di acting out, come la sessualizzazione, l’ubriachezza, la provocazione o perfino atti come il furto. Le persone in uno stato maniacale preferiscono qualunque tipo di distrazione ad una sofferenza emotiva.

Contrariamente a ciò che si pensa comunemente, la psicoterapia è valida ed efficace con questo tipo di patologia in quanto consente al soggetto di esplorare quei sentimenti così temuti all’interno di uno spazio protetto, permettendogli di elaborare la sofferenza legata alle proprie esperienze di perdita e ad imparare ad amare con meno paura.

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