Bambini e tablet: danni e rischi

Bambini e tablet: danni e rischi

Può essere il tablet dannoso per i bambini? Il quesito riguarda ovviamente anche lo smartphone, seppure in misura minore, ed è più dibattuto e attuale che mai. Il telefonino infatti solitamente arriva nelle mani dei figli un po’ più tardi, ma i tablet possono fare la loro comparsa già dal primo anno di vita. Questi strumenti racchiudono grandi opportunità ma allo stesso tempo nascondo molte insidie, quindi se da un lato non devono essere demonizzati è tuttavia giusto usarli con le dovute cautele.

Ecco cosa c’è da sapere per un utilizzo consapevole dei dispositivi elettronici da parte di bambini e adolescenti:

Tablet e bambini psicologia al centro

La tv è stata la prima babysitter di molte generazioni, poi sono arrivati i computer, gli home pc, i videogiochi, le varie consolle e infine i device digitali. Ogni epoca in pratica ha avuto la sua buona dose di tecnologia, e tutte le volte sono stati affrontati più o meno gli stessi argomenti circa i problemi che potevano scaturire dall’eccessivo assorbimento in queste attività. La differenza ora sta nella tipologia delle risorse a cui i figli hanno accesso sempre più precocemente. Va aggiunto il dettaglio che si tratta di apparecchiature che invadono ogni ambito della società, in qualunque momento, in qualsiasi posto, senza più confini tra vita online e offline.

Risulta così molto difficile proteggere le nuove generazioni da qualcosa che è presente quotidianamente dovunque posino lo sguardo. I figli spesso si mostrano irrequieti perché cercano di distogliere l’attenzione di genitori continuamente con il naso incollato ad uno schermo, e da qui a diventarne a loro volta vittime il passo è davvero breve. Le mamme e i papà dovrebbero dare per primi il buon esempio, altrimenti qualunque regola di comportamento perderà la sua autorità ed efficacia. La questione riguarda sia lo stare a navigare o chattare anche mentre si cammina tenendo una mano sul passeggino e l’altra sullo smartphone, sia il fare continuamente foto e video ai figli invece di dargli semplicemente attenzione.

I primi mesi e anni sono fondamentali per lo sviluppo cognitivo del bambino, in una condizione in cui l’individuo in crescita ha bisogno di sfruttare, esercitare ed affinare le proprie capacità sensoriali, interagendo con la madre, il padre e con il mondo circostante. Dispositivi elettronici come i tablet creano interferenze in questo processo di scoperta ed esplorazione, rallentandolo o per certi versi compromettendolo. In molti bambini che fin dalla più tenera età è stato concesso con indulgenza di usare strumenti come telefonini o simili, sono stati rilevati ritardi linguistici, atteggiamenti antisociali, aggressività e difficoltà nella conquista di piccoli e normali spazi di autonomia. Occorre che i piccoli riscoprano il fascino dei passatempi tradizionali, conoscano cosa vuol dire annoiarsi e utilizzare l’immaginazione e la creatività come potente strumento di intrattenimento per auto-imparare.

Dipendenza da cellulare nei bambini e nei ragazzi

A creare assuefazione non sono soltanto droghe, alcol o gioco d’azzardo ma qualunque attività della quale non si riesce più a fare a meno. Dapprima se ne sente l’esigenza per replicare una sensazione di piacere o benessere, successivamente per mantenere una condizione di normalità ed infine come unico modo per evitare di stare male. Nello specifico le dipendenze da dispositivi elettronici nei giovani e giovanissimi sono facilmente riscontrabili, in quanto proibendone l’uso si scatenano episodi di stress, ansia e panico. Per i bambini più piccoli questo disagio può manifestarsi con l’incapacità di focalizzarsi su qualcosa o auto-calmarsi senza un tablet o un cellulare.

Gli adolescenti mostrano veri e propri sintomi di astinenza da connessione, come se i momenti trascorsi nella realtà, quella vera, siano solo una perdita di tempo, una vuota e inutile pausa dall’unica dimensione che li fa sentire completi. Non si tratta di semplici atteggiamenti o cambiamenti sotto il profilo emotivo ma effettivi mutamenti nella chimica del cervello. Il corpo rilascia le sostanze del piacere e dell’appagamento quasi esclusivamente quando la mente è occupata in attività virtuali, creando graduale e progressiva desensibilizzazione al mondo esterno e agli altri, tranne nei casi in cui gli stessi non siano a loro volta all’interno della rete. I like, le notifiche, i feedback sui vari social sostituiscono le risposte psicofisiche dell’esterno, e diventano a lungo andare l’unico stimolo valido e necessario.

Bambini tablet danni e vantaggi dei device digitali: qual è l’età giusta?

Tablet e smartphone sono diventati ormai i giocattoli più diffusi tra i più piccoli, spesso usati come soluzione scorciatoia per tenerli buoni o distrarli. Ci sono addirittura genitori che si vantano del fatto he i propri figli di 1 o 2 anni sappiano già maneggiare con disinvoltura questi aggeggi, entrando e uscendo dalle diverse applicazioni. Credere che questa abilità sia un merito o un segno di intelligenza e quindi incentivarla, è un errore, anzi in questo modo si fa solo del male ai piccoli. Gli esperti del settore sono concordi sul fatto che i dispositivi elettronici non dovrebbero essere adoperati dai bambini prima dei 2 o 3 anni. Farlo prima può voler dire causare danni allo sviluppo mentale e all’apprendimento, sia prescolare che scolare.

Superata questa fase va poi fatta una distinzione tra l’utilizzo condiviso, cioè sotto la supervisione degli adulti, e l’avere un proprio tablet o smartphone personale. C’è chi sostiene che nello specifico bisognerebbe attendere almeno il decimo anno di età, per evitare di abituare i figli ad isolarsi e trascorrere troppe ore davanti allo schermo senza controllo. I device digitali però conferiscono anche diversi vantaggi di tipo educativo e didattico, tanto che diverse scuole nel mondo li utilizzano in sostituzione dei libri perché rendono gli zaini molto più leggeri. Possono inoltre contenere tantissime informazioni e garantiscono una verifica interattiva dei progressi nello studio da parte di insegnanti e genitori.

La tecnologia fa male ai bambini? Dipende l’uso che se ne fa

Alcuni dei sintomi più comuni diffusi tra i bambini che trascorrono troppe ore sui device elettronici sono: problemi di concentrazione, di memoria, obesità, sedentarietà, postura scorretta, disturbi dell’alimentazione, del comportamento, del sonno e non di meno della vista. Questi ultimi dipendono dalla visione ravvicinata allo schermo che costringe gli occhi ad un costante adattamento e li sottopone a continua irradiazione di luce non naturale. A tutto questo si aggiunge l’esposizione a forti dosi di onde elettromagnetiche, con surriscaldamento e danni a livello dei tessuti cellulari.

Può essere quindi il tablet dannoso per i bambini? La risposta è: dipende da come e quanto viene impiegato.
In un società così assuefatta all’utilizzo di telefonini e tablet è praticamente impossibile difendere i figli dall’uso ma lo si può fare dall’abuso. Senza essere troppo rigidi basta adottare alcune strategie e sane abitudini fin dai primi anni. Una di queste è proibire il tablet o il telefonino prima o durante i pasti, mai prima di dormire, perché influisce negativamente sulla qualità del sonno, e limitarne la fruizione a periodi di massimo un’ora al giorno. Come forma precauzionale bisogna sempre verificare i dati di navigazione e gli accessi, per evitare che i figli giungano a contenuti inadatti.

Un’altra strada da percorrere può essere quella della condivisione, cioè visualizzando pagine e giochi insieme a mamma o papà. In questo modo i bambini non si isolano mai completamente, sono connessi alla rete ma non scollegati dal mondo esterno o dalle persone che hanno intorno. Per rendere più facile la transizione dalla virtualità immersiva e la realtà vera, si possono integrare i due mondi proponendo al bambino di disegnare con il tablet e di farlo poi anche con pastelli e colori. Se al piccolo piacciono le immagini di fiori e animali si può organizzare una gita in mezzo alla natura, trasformando il tutto in un’esperienza multi-sensoriale, divertente e istruttiva.

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